<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567</id><updated>2011-10-10T15:13:18.984-07:00</updated><title type='text'>La comunità di Pollena Trocchia</title><subtitle type='html'>Queste poche note storiche e sociali sulla comunità e sulle tre chiese parrocchiali di Pollena Trocchia possono risultare utili a difenderla dal pericolo di perdersi nel caos della metropoli partenopea. E' fondamentale imparare a rispettare la propria comunità e a impegnarsi per salvaguardarla da pseudo culture, le quali tendono a relativizzare e a svuotare di ogni senso la nostra vita quotidiana.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>17</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-7714614461277988616</id><published>2011-07-15T06:26:00.001-07:00</published><updated>2011-07-15T06:36:12.322-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Martedì mattina, dopo una visita al cimitero di Massa di Somma (fa sempre bene frequentare un luogo che ci fa ricordare come la nostra vita sia legata a un sottile filo), sono stato a Pironti, una località del comune di Cercola dove sorge un edificio definito "castello" per via della presenza di una torre. Attorno a questo "castello" tante campagne abbandonate e piene di rovi. Pochi i pensionati che ancora curano un appezzamento di terreno. Mentre osservavo la desolazione di quelle terre, pensavo che sarebbe stupendo se l'edificio venisse restaurato e riportato al suo impianto originario, inserendovi, magari, un ristorante in quella che un tempo era la cantina del "castello", delle camere ai piani superiori a disposizione di turisti interessati a visitare Napoli, il Vesuvio e gli scavi di Pompei, mentre i terreni che circondano il "castello" si potrebbero curare piantandovi una pineta marittima, ideale per chi ama frequentare maneggi...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-7714614461277988616?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/7714614461277988616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/07/martedi-mattina-dopo-una-visita-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7714614461277988616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7714614461277988616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/07/martedi-mattina-dopo-una-visita-al.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-3005534125239307585</id><published>2011-07-15T06:04:00.000-07:00</published><updated>2011-07-15T06:10:21.584-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pollena Trocchia&lt;/span&gt; - Da sabato 9 luglio sono a Pollena, ospite a casa di mio padre, insieme a mia moglie e ai miei tre figli. E' un soggiorno tranquillo e rilassante: ho trascorso una giornata a Vietri sul mare e due pomeriggi a Capo Miseno (lido Enea) insieme ai parenti. Nei prossimi giorni visiterò il castello di Baia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-3005534125239307585?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/3005534125239307585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/07/pollena-trocchia-da-sabato-9-luglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/3005534125239307585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/3005534125239307585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/07/pollena-trocchia-da-sabato-9-luglio.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-2041242818314346677</id><published>2011-06-23T22:05:00.000-07:00</published><updated>2011-06-23T22:07:07.489-07:00</updated><title type='text'>Una banca per promuovere lo sviluppo</title><content type='html'>&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Pollena Trocchia - In questi giorni, mentre davo un'occhiata ai soliti giornali, che riportavano i soliti discorsi del solito Umberto Bossi che da ventisette anni va in pellegrinaggio a Pontida (ha già ricevuto la grazia di sistemare il figlio Renzo in Regione Lombardia con uno stipendio di circa diecimila euro mensili), pensavo alla mia Pollena Trocchia che ancora non riesce a decollare sotto il profilo socio-economico. Da sempre sono convinto che per arginare il fenomeno Lega nord, e i suoi propositi secessionisti, bisogna agire al Sud. Il Meridione deve liberarsi, e lo può fare, della criminalità organizzata che blocca le attività economiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span &gt;&lt;span &gt;Di tanto in tanto, poi, mi capita di leggere il solito articolo sulle albicocche e sulla possibilità di fare di Pollena un polo turistico. Sono cose belle, ma non saranno queste a fare grande la nostra comunità. Ho amici trevigiani che vengono in vacanza a Napoli e tutti, giustamente, mi dicono che in dieci-quindici giorni (è quanto oggi può permettersi il turista medio) non si possono visitare le meraviglie della città e del golfo di Napoli. Chi va a Napoli ha l'obbligo di visitare il museo archeologico, la reggia di Capodimonte, palazzo Reale, la certosa di San Martino e il castello di Sant'Elmo, castello dell'Ovo, maschio Angioino, Posillipo, e poi ci sono le isole del golfo, gli scavi archeologici a Pompei e ad Ercolano, e tanto altro ancora. In tutto questo, come pensare di portare, anche solo per qualche ora, un turista a Pollena Trocchia?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span &gt;&lt;span &gt;Le albicocche, poi, perché definirle l'oro di Pollena se ai contadini vengono pagate pochi centesimi, tanto che non vale la pena raccoglierle?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span &gt;&lt;span &gt;Qui nel Veneto a fare da spina dorsale dell'economia locale sono i crediti cooperativi: piccole banche radicate sul territorio che rastrellano i risparmi dei soci e li investono sostenendo le aziende locali e le famiglie. Nel Veneto i crediti cooperativi sono stati avviati nelle parrocchie, e oggi ci sono piccole banche che, pur contando poche centinaia di soci, lavorano molto bene. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span &gt;&lt;span &gt;Al Sud abbiamo invece una situazione finanziaria spaventosa: le banche prendono i soldi dei risparmiatori e li portano al Nord. Per chi vive al Sud, infatti, è difficile (anche per chi ha tutte le garanzie di questo mondo) ottenere credito per la propria impresa o per l'acquisto della casa. Al Nord, invece, i prestiti superano i depositi!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span &gt;&lt;span &gt;A Pollena Trocchia, allora, invece di correre dietro ad albicocche e a stare ore e ore ad ammirare la bella lapide di Donizetti sperando che qualche giapponese ci venga a visitare, pensiamo a creare le condizioni affinché si apra uno sportello di banca Etica oppure di mettere su una piccola banca, sul modello di quelle venete. Un credito cooperativo che abbracci un bacino come può essere, ad esempio, quello dei comuni di Pollena Trocchia, Massa di Somma, Cercola e Volla, e inserendo nello Statuto un articolo che obblighi questa banca a prestare soldi &lt;b&gt;solo ed esclusivamente&lt;/b&gt; alle ditte e alle famiglie di questi quattro comuni. Piccoli e medi prestiti per non esporsi troppo alle sofferenze. Anche nei Paesi del Terzo mondo il microcredito funziona e fa nascere tante piccole realtà economiche. Gli imprenditori vesuviani sono capaci e non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi veneti, ma hanno bisogno di quella liquidità e di quel sostegno finanziario che solo una banca può garantire. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span &gt;&lt;span &gt;Con una piccola banca locale che faccia da motore finanziario, le varie zone industriali – come quella di Pollena che attualmente è solo un campo incolto –, possono davvero diventare delle aree dove si offre lavoro e si produce ricchezza: ed è così che il fenomeno Lega nord va affrontato e sconfitto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-2041242818314346677?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/2041242818314346677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/06/una-banca-per-promuovere-lo-sviluppo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/2041242818314346677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/2041242818314346677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/06/una-banca-per-promuovere-lo-sviluppo.html' title='Una banca per promuovere lo sviluppo'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-8581563942531297129</id><published>2011-05-28T08:52:00.000-07:00</published><updated>2011-05-28T09:08:57.235-07:00</updated><title type='text'>Il palazzo Valente a Pollena</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Pollena Trocchia. Attualmente rientrano nei confini della parrocchia di &lt;strong&gt;san Giacomo apostolo&lt;/strong&gt; anche quei resti di &lt;strong&gt;palazzo Valente&lt;/strong&gt; che si possono vedere nell'omonima cupa. Nei primi decenni del 1700 questa località era denominata &lt;strong&gt;Galitti&lt;/strong&gt; e si estendeva fino a comprendere la &lt;strong&gt;massaria dei signori Figliola&lt;/strong&gt; sita nel casale di San Sebastiano al Vesuvio. Nel 1819 palazzo Valente rientrava nel comune e nella parrocchia di Massa di Somma ed ospitava una cappella dedicata all'arcangelo &lt;strong&gt;san Michele&lt;/strong&gt; tenuta in potere del colono Giuseppe Simioli e avente come cappellano don Tommaso Cautiero. Nel 1784 invece la cappella apparteneva ad Angelo Valente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo palazzo doveva essere enorme: dai ruderi ancora esistenti si possono infatti osservare due cortili. Molto probabilmente aveva anche una funzione militare. Nel 1743 in questo palazzo venne ospitato il cardinale Giuseppe Spinelli, arcivescovo di Napoli, intento a visitare le parrocchie della zona. Non è da escludere che in questo palazzo il cardinale Spinelli avesse un proprio appartamento, né che in origine fosse un convento. L'oratorio era lungo trentotto e largo sedici palmi e custodiva una statua del Glorioso S. Michele di marmo bianco con li vestimenti dorati; anche l'altare, dove in una cona era posta la statua dell'arcangelo, era tutto di marmo bianco. La cappella era stata benedetta il 9 marzo 1703 e il sommo pontefice Clemente XI aveva concesso l'indulgenza plenaria ai pellegrini che in occasione della festività di san Michele si recavano in questa cappella. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In origine l'oratorio era molto più piccolo e proprio per l'affluenza dei pellegrini, i proprietari decisero intorno al 1737 di ingrandirlo allungandolo di circa 10 palmi. Realizzati questi lavori la famiglia Valente ebbe però dei problemi con la curia arcivescovile; infatti l'oratorio si affacciava sulla via pubblica ma attraverso una porta interna alla sagristia comunicava con un cortile del palazzo. Grazie a questo passaggio i proprietari potevano dunque accedere alla cappella senza uscire per la strada; tale comodità consentiva maggiore sicurezza contro i ladri che potevano rubare le suppellettili, i candelieri e le lampade di ottone, in quanto per chiudere ed aprire la porta principale non c'era bisogno di uscire appunto sulla via pubblica. Ed i Valente avevano particolarmente timore di essere aggrediti dai malviventi in quanto il loro palazzo era lontano circa un miglio dall'abitato di Massa. La curia sollevò un problema proprio intorno a questo accesso in relazione all'indulgenza plenaria di cui godeva la cappella. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I proprietari dovettero allora appellarsi al fatto che in passato, durante le varie visite pastorali, non era mai stata sollevata questa questione, e che tale passaggio non costituiva un mero privilegio ma una necessità, soprattutto quando di notte occorreva recarsi in cappella per assicurarsi che la lampada dinanzi alla statua dell'arcangelo fosse accesa così come era di consuetudine. Dopo aver presentato le proprie ragioni, i proprietari dell'oratorio proposero di non far godere più nel locale della sagrestia l'indulgenza concessa dal pontefice, chiedendo in cambio che venisse tolta l'interdizione alla cappella fatta dalla curia e che si potesse mantenere il passaggio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molto probabilmente nella sagrestia - che era lunga tredici e larga undici palmi - venne collocata una lapide di marmo con la quale si affermava che in detta sagristia non si godeva dell'indulgenza plenaria. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra le supppellettili in dotazione alla cappella c'erano due confessionili, segno che in occasione della festività dell'arcangelo Michele, che cade il 29 settembre, si verificava una buona affluenza di pellegrini desiderosi di beneficiare dell'indulgenza plenaria. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da una fonte orale mi è stato riferito che la statua di san Michele fu sottratta dalla cappella di palazzo Valente ai Galitti negli anni 1930-1940. [&lt;em&gt;Carlo Silvano&lt;/em&gt;]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-8581563942531297129?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/8581563942531297129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/05/il-palazzo-valente-pollena.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/8581563942531297129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/8581563942531297129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/05/il-palazzo-valente-pollena.html' title='Il palazzo Valente a Pollena'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-8913952450559941318</id><published>2011-03-28T08:08:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T08:09:56.619-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Segnalo il link del blog di Serena Gobbo: le ho rilasciato un'intervista sulla mia attività di scrittore. &lt;a href="http://blog.libero.it/librini/10052517.html"&gt;http://blog.libero.it/librini/10052517.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-8913952450559941318?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/8913952450559941318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/03/segnalo-il-link-del-blog-di-serena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/8913952450559941318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/8913952450559941318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/03/segnalo-il-link-del-blog-di-serena.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-3872533619788056900</id><published>2011-03-19T13:48:00.000-07:00</published><updated>2011-03-21T05:09:02.596-07:00</updated><title type='text'>Da Pollena a San Fior per discutere di mobbing</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;San Fior (Treviso)&lt;/strong&gt; - Lo scorso 16 marzo sono stato a San Fior, in provincia di Treviso, per partecipare ad un incontro culturale organizzato dall'Amministrazione comunale (Pdl - Lega nord) su "&lt;em&gt;Mobbing e Lavoro&lt;/em&gt;", e dedicato alla presentazione di un libro intitolato "&lt;em&gt;Un lavoratore di troppo. Storie di mobbing nella Marca trevigiana&lt;/em&gt;", che ho scritto e pubblicato insieme all'amico, e conterraneo, avvocato Agostino La Rana.&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585902449145804546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-9ud63qhoOxk/TYUcrp9R9wI/AAAAAAAAAlM/wIzKsPOTomc/s400/mobbing560.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tavolo dei relatori era stato addobbato con le bandiere nazionali e, guardandole, ho provato una strana emozione: quella di essere un italiano, un campano che ha lasciato la propria terra per trasferirsi in Veneto e, in questa regione, chiamato a dare il proprio contributo per fare cultura e promuovere la solidarietà tra i colleghi sul posto di lavoro. In effetti, il libro pubblicato con Agostino parla di un problema molto sentito nella provincia di Treviso e, a scriverlo, sono stati due napoletani, cioè io e Agostino. Non solo! Per la pubblicazione di questo libro è intervenuta una piccola casa editrice partenopea, ovvero &lt;em&gt;Ogm editore&lt;/em&gt; di Cercola (comune dove sono nato!). &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585900743101449490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-UG5mmdqFonQ/TYUbIWcnBRI/AAAAAAAAAk8/hu3OpTLEtwc/s400/San%2BFior%2Brelatori%2B5.JPG" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;Pensavo a queste cose mentre gli altri relatori facevano i loro interventi e poi, quando è arrivato il mio turno, ho posato per un attimo prima lo sguardo su un tricolore, e poi sul pubblico trevigiano che avevo davanti: è stato proprio un attimo... e fiero delle mie origini campane ho iniziato a parlare. Alla fine del mio intervento il pubblico presente in sala (circa 170 persone, per lo più avvocati) ha applaudito con calore, ma io, in quel momento, col tricolore che avevo dinanzi, ero intento a ricordare il volto di tutte le persone che ho conosciuto e stimato a Pollena, paese dove ho vissuto per trentadue anni e dove ho imparato il senso dell'onestà e della legalità. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585901933602319554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-G5tHBDHLdTk/TYUcNpaIrMI/AAAAAAAAAlE/-5mUqsI3Tt8/s400/San%2BFior%2Bpubblico%2B1.JPG" border="0" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Altre info nel blog &lt;a href="http://mobbingtreviso.blogspot.com/"&gt;http://mobbingtreviso.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-3872533619788056900?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/3872533619788056900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/03/da-pollena-san-fior-per-discutere-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/3872533619788056900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/3872533619788056900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/03/da-pollena-san-fior-per-discutere-di.html' title='Da Pollena a San Fior per discutere di mobbing'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-9ud63qhoOxk/TYUcrp9R9wI/AAAAAAAAAlM/wIzKsPOTomc/s72-c/mobbing560.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-7219144199475074047</id><published>2011-01-02T15:37:00.000-08:00</published><updated>2011-01-02T15:43:42.789-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Continua il mio soggiorno "pollenatrocchiese" con una giornata trascorsa in famiglia a Montefalcione, in provincia di Avellino.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSEMsINg7YI/AAAAAAAAAfg/r9mPIhYlbhE/s1600/Montefalcione%2Buno.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSEMsINg7YI/AAAAAAAAAfg/r9mPIhYlbhE/s400/Montefalcione%2Buno.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557737367409847682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSENkKuLItI/AAAAAAAAAfw/634-nuUM6v8/s1600/Montefalcione%2Bdue.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSENkKuLItI/AAAAAAAAAfw/634-nuUM6v8/s400/Montefalcione%2Bdue.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557738330156376786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSENFeOffqI/AAAAAAAAAfo/IxuyRWQygX8/s1600/Montefalcione%2BSant%2527Antonio.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSENFeOffqI/AAAAAAAAAfo/IxuyRWQygX8/s400/Montefalcione%2BSant%2527Antonio.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557737802816257698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-7219144199475074047?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/7219144199475074047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/01/continua-il-mio-soggiorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7219144199475074047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7219144199475074047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/01/continua-il-mio-soggiorno.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSEMsINg7YI/AAAAAAAAAfg/r9mPIhYlbhE/s72-c/Montefalcione%2Buno.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-426580306501786948</id><published>2011-01-02T14:46:00.000-08:00</published><updated>2011-01-02T15:36:58.779-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Dal 31 dicembre 2010 al 7 gennaio 2011 sono a Pollena!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSEK79qXExI/AAAAAAAAAfQ/WqjgC5Na6OI/s1600/parrocchia%2Bai%2BVergini.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSEK79qXExI/AAAAAAAAAfQ/WqjgC5Na6OI/s400/parrocchia%2Bai%2BVergini.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557735440432698130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSELY2HOuPI/AAAAAAAAAfY/C9BeoB_fr80/s1600/SDC11141.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSELY2HOuPI/AAAAAAAAAfY/C9BeoB_fr80/s400/SDC11141.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557735936622508274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il primo gennaio da don Michele Esposito, parroco ai Vergini di Napoli, quartiere storico di Napoli. In occasione delle feste natalizie è stato realizzato - all'interno della chiesa - un presepe molto particolare: come grotta è stato allestito un faro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-426580306501786948?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/426580306501786948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/01/dal-31-dicembre-2010-al-7-gennaio-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/426580306501786948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/426580306501786948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2011/01/dal-31-dicembre-2010-al-7-gennaio-2011.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TSEK79qXExI/AAAAAAAAAfQ/WqjgC5Na6OI/s72-c/parrocchia%2Bai%2BVergini.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-1964123175680025171</id><published>2010-07-27T00:34:00.000-07:00</published><updated>2010-07-27T00:44:49.295-07:00</updated><title type='text'>Consumiamo miele italiano</title><content type='html'>&lt;strong&gt;POLLENA TROCCHIA &lt;/strong&gt;- Le due foto che inserisco in questo post riguardano un apiario sito nel comune di Cercola e gestito da un apicoltore residente a Pollena. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TE6N1ElJxiI/AAAAAAAAAYY/Y981loR9lXk/s1600/apiario+a+Cercola.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TE6N1ElJxiI/AAAAAAAAAYY/Y981loR9lXk/s400/apiario+a+Cercola.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498488137968109090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non entro nel dibattito tra chi privilegia il miele allo zucchero, ma voglio solo sottolineare che è importante consumare miele prodotto in Italia, dove i controlli delle Asl sono rigorosi a vantaggio della salute. Evitiamo soprattutto di consumare miele importato da quei Paesi stranieri che, troppo spesso, contengono sostanze nocive.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TE6OTFEnTDI/AAAAAAAAAYg/q5sxSpU0z-s/s1600/apiario+di+Giuseppe+Silvano.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TE6OTFEnTDI/AAAAAAAAAYg/q5sxSpU0z-s/s400/apiario+di+Giuseppe+Silvano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498488653496142898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-1964123175680025171?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/1964123175680025171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2010/07/consumiamo-miele-italiano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/1964123175680025171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/1964123175680025171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2010/07/consumiamo-miele-italiano.html' title='Consumiamo miele italiano'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TE6N1ElJxiI/AAAAAAAAAYY/Y981loR9lXk/s72-c/apiario+a+Cercola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-7236909486724860654</id><published>2010-05-17T04:45:00.000-07:00</published><updated>2010-05-17T05:05:19.018-07:00</updated><title type='text'>Don Luigi Storino, un parroco tra la gente</title><content type='html'>A circa 35 anni dalla scomparsa mi piace ancora una volta ricordare &lt;strong&gt;don Luigi Storino&lt;/strong&gt;, parroco a Pollena dal 1953 al 1975. &lt;br /&gt;Nel 1997 ebbi modo di scrivere diversi articoli ("&lt;em&gt;Il giornale di Napoli&lt;/em&gt;", "&lt;em&gt;Metropolis&lt;/em&gt;" ed "&lt;em&gt;Ermes&lt;/em&gt;") dedicati a questo sacerdote, auspicando anche che gli venisse intitolata una strada comunale. &lt;br /&gt;E' stato il parroco della mia infanzia!&lt;br /&gt;Nato a Cercola, don Luigi maturò la sua vocazione sacerdotale con &lt;strong&gt;don Eduardo Fasano &lt;/strong&gt;ed entrò in seminario dove fu seguito da &lt;strong&gt;don Vincenzo Malasomma&lt;/strong&gt;. Don Luigi fu consacrato sacerdote nel 1944 e fu subito inviato a Volla come parroco. In seguito, nel 1953, fu nominato parroco della comunità di San Giacomo apostolo di Pollena. In questa parrocchia don Luigi si impegnò e valorizzò l'adorazione Eucaristica, occupandosi soprattutto dell'apostolato della preghiera e dell'Azione cattolica. &lt;br /&gt;Tra gli episodi che segnarono il ministero pastorale di don Luigi Storino a Pollena, vanno ricordate due sciagure aeree verificatesi sul monte Somma: la prima avvenne il 15 febbraio 1958, la seconda si consumò la notte di Pasqua del 1964. In entrambi i casi, tutti i passeggeri dei velivoli morirono.&lt;br /&gt;Non furono poche le difficoltà che don Luigi dovette affrontare a Pollena per esercitare il suo ministero pastorale: operò in una parrocchia che sapeva certamente custodire le tradizioni e i valori umani, ma era pure una comunità arretrata sul piano sociale ed economico. Nonostante le varie difficoltà di natura pastorale, don Luigi seppe comunque conquistarsi la stima dei pollenesi essendo una persona "&lt;em&gt;di tratto gentile, di poche parole, cordiale e amico con tutti&lt;/em&gt;" ("&lt;em&gt;Ianuarius&lt;/em&gt;", novembre 1975, p. 460).&lt;br /&gt;Don Luigi morì a Pompei dove il 13 novembre del 1975 si era recato con alcuni fedeli in occasione del rientro dell'immagine della Vergine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-7236909486724860654?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/7236909486724860654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2010/05/don-luigi-storino-un-parroco-tra-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7236909486724860654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7236909486724860654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2010/05/don-luigi-storino-un-parroco-tra-la.html' title='&lt;strong&gt;Don Luigi Storino, un parroco tra la gente&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-1043032964264501975</id><published>2009-06-07T07:59:00.000-07:00</published><updated>2009-07-05T05:53:55.024-07:00</updated><title type='text'>Da Melbourne un sogno per Pollena Trocchia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Fino a 19 anni è vissuto a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, poi, pur avendo dal 1979 al 1984 casa nel suo paese di origine, ha iniziato a lavorare altrove e dal 1987 risiede a Melbourne, anche se negli ultimi anni vive a cavallo tra l'Australia, Buenos Aires e l'Italia. Stiamo parlando del giornalista&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Rosario Scarpato&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;che lavora come produttore televisivo e, fino a qualche tempo fa, è stato impegnato pure come docente universitario. Quest'ultima attività, però, l'ha lasciata perché non gli consentiva di viaggiare così come desiderava. In Italia i programmi di Scarpato vengono trasmessi su Rai Sat e la sua ultima serie si intitola &lt;/em&gt;“I viaggi del Goloso Globale” &lt;em&gt;(canale 405 Sky). Siamo riusciti a rintracciare il dottor Scarpato e a rivolgergli alcune domande&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344601279990038146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 375px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SivWjBfnfoI/AAAAAAAAAI0/TIE8ZXwZ3T4/s400/Rosario+Scarpato.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Dottor Scarpato, possiamo iniziare questa intervista con un suo ricordo di bambino che scorazzava libero per le viuzze del borgo di Trocchia?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Più che i ricordi di infanzia mi piace ricordare le battaglie "sociali" che abbiamo fatto da adolescenti con un gruppo di amici. Era la nostra maniera per essere liberi. Cose che oggi fanno sorridere, ma che al tempo furono importanti: la bancarella pirata della domenica mattina, davanti alla chiesa, all'uscita della prima messa. Vendevamo di tutto, dalla verdura alle calze di nylon. A prezzo "equo", come si dice oggi. Erano tempi di carovita e noi chiedevamo un mercato settimanale che ancora non c'era a Pollena e che i commercianti, amici dei politici, ostacolavano. Ma anche tante altre cose, come i sit in sui binari della Circumvesuviana perché tutti i treni fermassero anche nella piccola stazione di Guindazzi, ubicata nella frazione di Trocchia, le raccolte di aiuti per terremotati e alluvionati. Tutto al di fuori dei partiti... Fino alle raccolte "differenziate" per finanziarci: volevamo fare una radio libera, nel 1976 credo, una delle prime. E la facemmo, buona parte dei fondi ci vennero dalla gente di Trocchia che ci diede prima cartoni e cartacce, poi stracci e infine rottami.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347668880101099282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 267px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Sja8g2bWRxI/AAAAAAAAAJc/xhHR29IS_Sk/s400/Pistolese_e_chiesa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;Palazzo Pistolese (in origine di proprietà della famiglia Seripando) &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;e la chiesa parrocchiale di Trocchia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Come si chiamava questa emittente?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Radio Antenna “Veseri”, come il fiume che un tempo attraversava il territorio comunale di Pollena Trocchia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei, nel 1983, ha pubblicato il volume "Apolline e Trocla" dedicato proprio alla storia e alle tradizioni del suo comune di origine. Di questo libro cosa le è rimasto nel profondo dell'animo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il nome Pollena Trocchia, a quei tempi - e ancora oggi -, suscitava una specie di ilarità. C'era chi nemmeno credeva che esistesse, quasi fosse il fantomatico Puntillo Superiore del film di Troisi, e il libro servì un poco a fare giustizia. E' vero che un tempo sia Apolline che Trocla erano borghi rurali, ma è anche vero che furono sempre molto vicini a Napoli, come città. Prima di tutto vicini geograficamente (6 km da Ponticelli, ultimo quartiere di Napoli, e 11 Km dal centro) e poi perché per 4-5 mesi all'anno a Pollena Trocchia, dal Settecento fino ai primi del Novecento, venivano a villeggiare decine e decine di famiglie della Napoli bene, con seguito e servitù. Un pezzo di Napoli che si trasferiva annualmente a Pollena Trocchia. E all'occasione venivano anche dei famosi stranieri napoletanizzati, come Gaetano Donizetti, che a Trocchia veniva a soggiornare per il vino e per poter comporre. Cose che "provai" con documenti, dopo la pubblicazione di “Apolline e Trocla”, in un libro a più mani sul grande musicista di origine bergamasca.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347669066331719586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 278px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Sja8rsMMB6I/AAAAAAAAAJk/8oBItBN8CYo/s400/1_cartolina_Villa_Trinchera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;Villa Trinchera&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Parliamo dell'Australia. Per lei cosa significa vivere in questo "continente"?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io ci andai per vacanza e mi considero ancora in vacanza. Un giorno forse ritornerò, ma difficilmente, in Italia, che pure amo. Melbourne è una città ideale, non avrà il Colosseo, i Faraglioni, la torre di Pisa, ma ha una vita comunitaria e un rispetto per le regole sociali di convivenza senza eguali. Come diceva un mio amico, per vivere bene in Australia, basta poco: rispetta la legge, fatti la doccia tutti i giorni e prova a parlare un po' di inglese. Per questo a Melbourne possono convivere pacificamente 152 differenti gruppi etnici. Un altro mio amico raccomandava di non scrivere mai nelle cartoline, nelle email o nelle lettere a amici e o parenti in Italia, che in Australia si sta bene. Per evitare che ci vogliano venire anche loro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ha modo di frequentare altri italiani che vivono in Australia?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non più. Al principio di più, perché parlano una lingua molto vicina alla mia, ma erano e sono molto diversi da me culturalmente. Alcuni hanno lasciato l'Italia 50 anni fa e non sono più tornati. Un gap culturale troppo grande. Frequento invece italiani che sono arrivati di recente per lavoro, e ho amici di tutte le razze: è l'Australia! Negli ultimi due anni sto molto tempo a Buenos Aires e anche lì è la stessa cosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In base alla sua esperienza personale, cosa può dirmi dello "stato di salute" delle comunità italiane presenti in Australia? Finiranno per "sciogliersi" in una grande nazione o continueranno a mantenere le proprie caratteristiche?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Viviamo, come si dice, in un mondo “glocale” (&lt;em&gt;termine che indica la fusione tra globale e locale, ndr&lt;/em&gt;). Il concetto di nazione, di appartenenza si è profondamente modificato. Io mi ritengo un &lt;em&gt;by product&lt;/em&gt; dell'era globale (jet, telefono, internet, frequent flyer, abolizione dei visti, ecc.), ma le radici non smettono di essere locali. Parlo di valori, non di folklorismo. La pasta la mangiano più al dente gli australiani che gli italiani d'Australia. E parlo di valori ovviamente italiani. Io non sarò mai Zen, sono cresciuto con modelli attivisti (come il "volli, sempre volli fortissimamente volli" di Alfieri), riesco ancora a guidare - e parcheggiare - a Napoli, mi piace il presepe, amo l'opera. Il mio ideale di comunità sociale, politica ed economica però è l'Australia. Non so se questo equivale a sciogliersi o a perdere identità. Io credo di no. In Australia si vive meglio. E solo questo conta. Il resto, ancora una volta, è folklore (come il "&lt;em&gt;luntane a Napule nun se po' sta&lt;/em&gt;"). D'altronde un tempo anche gli italici la pensavano così. I romani scrivevano sulle porte delle città colonizzate: &lt;em&gt;Ubi bene ibi patria&lt;/em&gt;. Dove si sta bene, quella è la patria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei certamente ha dei sogni nel cassetto. Almeno uno lo può rendere pubblico in questo blog?&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto mi viene voglia di fare qualcosa a Napoli. Che so? Impegnarmi per creare una qualche attrazione culturale o turistica di livello internazionale. Napoli ha tante potenzialità, ma ogni volta che ci provo mi scontro con le stesse cose: la superficialità, il pressapochismo, la corruzione... E quello che più mi indispone che, passano gli anni, e le cose stanno in mano sempre alle stesse persone. Una oligarchia di potere, nei media, nelle istituzioni, nelle imprese, che continua a lamentarsi di tutto, delle carenze della città, della camorra, dimenticando che questa situazione l'ha creata essa stessa. Ah, e parlando di sogni; una volta volevo proporre un Festival Internazionale delle Terre Vulcaniche (natura, gastronomia, arte, ricerca ecc), da fare a Pollena Trocchia. Sì, proprio lì. Una cosa ben fatta, per rilanciare l'immagine di tutta l'area. Quelli a cui l'ho detto mi hanno guardato come se fossi un marziano. (&lt;em&gt;a cura di Carlo Silvano&lt;/em&gt;, &lt;a href="mailto:carlo.silvano@poste.it"&gt;carlo.silvano@poste.it&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-1043032964264501975?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/1043032964264501975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/06/da-melbourne-un-sogno-per-pollena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/1043032964264501975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/1043032964264501975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/06/da-melbourne-un-sogno-per-pollena.html' title='Da Melbourne un sogno per Pollena Trocchia'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SivWjBfnfoI/AAAAAAAAAI0/TIE8ZXwZ3T4/s72-c/Rosario+Scarpato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-3921865844426625918</id><published>2009-05-13T03:33:00.000-07:00</published><updated>2009-05-22T23:30:37.200-07:00</updated><title type='text'>Da Pollena al Vermont: l'avventura umana         e professionale di Barbara</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Grazie ad internet ho rintracciato una cara amica: ci siamo conosciuti quando da giovani volevamo offrire il nostro “mattone” per costruire una “Pollena” più a misura d'uomo, attraverso le pagine di un giornalino chiamato “&lt;/em&gt;Veseri 2000&lt;em&gt;”. In seguito, come altre persone, per motivi di lavoro ci siamo persi di vista. Ora, però, abbiamo ripreso un legame: ho ritrovato&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Barbara Alfano&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;e, grazie all'intervista che mi ha rilasciato, ho conosciuto e apprezzato tante cose nuove di lei. Pur vivendo in continenti diversi con internet possiamo ritornare a sentirci amici.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per quanti anni hai abitato a Pollena?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dalla nascita fino al 1996, quando mi sono trasferita a Napoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Da quanto tempo vivi negli Stati Uniti e qual è il tuo lavoro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi sono trasferita negli USA nel 1999, per un dottorato di ricerca in Letterature Comparate. Ora sono docente di &lt;em&gt;Lingua, Letteratura e Cultura Italiane&lt;/em&gt; al Bennington College, in Vermont.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336794157961376930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ShAaAtiq9KI/AAAAAAAAAIg/rXVVF2pr0Ho/s400/trasloco+di+Alfano.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;Barbara... trasloca&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Attualmente che genere di legami hai con la tua comunità di origine?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Torno a Pollena una o due volte all'anno anche per lunghi periodi, da uno a due mesi ogni volta. Non sono legata in nessun altro modo alla comunità se non attraverso la famiglia e gli amici. Sono certamente molto legata al paese stesso, ai luoghi, alle strade, agli odori, ai negozi, alle presenze...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Vivere negli USA tra opportunità lavorative e difficoltà quotidiane. Cosa mi racconti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La vita qui è talmente diversa che non so da dove cominciare a parlartene... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prova allora a darmi delle idee, più che dei dettagli.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La vita qui accade, non si ferma. Qui hai degli obiettivi e li raggiungi. Non sei alienato dal tuo lavoro, cominci una vita nuova anche a cinquant'anni. Le possibilità professionali sono quelle che concedi a te stesso: nessuno ti blocca, né ti spinge se non ti muovi da te. Qui la diversità è reale: in questo momento ho quattro studenti davanti a me che stanno facendo un esame: due hanno vent'anni e due più di cinquanta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Continua...&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Stasera andrò al supermercato che troverò aperto fino alle ore 22.30 - perché vivo in un paese piccolissimo, altrimenti sarebbe aperto 24 ore su 24 -, e lì troverò tutti i prodotti biologici che voglio, sceglierò di mangiare come mi pare e secondo le tradizioni di mezzo mondo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336794020053261170" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ShAZ4ry0G3I/AAAAAAAAAIY/8HpmnrOjVGk/s400/dottorato+di+Alfano.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;consegna del dottorato (accanto a Barbara c'è il direttore di tesi, prof. Djelal Kadir)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E per quanto riguarda le difficoltà?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Le difficoltà, profonde, che hanno tutte le persone cresciute in una cultura mediterranea dove il rapporto con il proprio corpo, il corpo dell'altro, il rapporto con gli spazi, e il modo di intendere le relazioni personali sono molto diversi da quelli di una cultura di tradizione anglosassone. Per quanto riguarda il lavoro, l'affermazione professionale, e la possibilità di realizzare le mie aspettative, non ho avuto nessuna difficoltà; ero pronta per l'“America” da molto, molto prima di venirci.&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Alla luce della tua esperienza negli USA cosa significa, per te, la parola “integrazione”? E come italiana che vive all'estero, quali sono le tue considerazioni sulle problematiche relative all'integrazione di persone che arrivano in Italia per cercare migliori condizioni di vita?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Quando ero studentessa di dottorato, nella mia classe di &lt;em&gt;Critica Letteraria&lt;/em&gt; eravamo seduti intorno ad un tavolo, tutti i giorni, io, italiana, un'irlandese, un ebreo americano, un'israeliana, una musulmana kwaitiana, una cinese, due kenyote, un giapponese, un marocchino e un tunisino. Bei tempi. Mi mancano. Nel periodo del Ramadan, gli amici musulmani lasciavano l'aula dopo il tramonto per qualche minuto e andavano a mangiare un boccone. A nessuno sembrava strano. La mia amica kwaitiana, ogni giorno alle tre apriva il tappetino nel suo ufficio e pregava: un ufficio che divideva con altri dieci studenti, dieci cubicoli con altrettante scrivanie. A nessuno sembrava strano. Il 9 settembre 2001, io e la mia amica kwaitiana siamo andate a New York ad accompagnare i figli di lei all'aeroporto. Alle tre ci siamo fermate perché doveva pregare. Abbiamo pregato insieme, lei verso La Mecca, io verso la mia versione di Dio. Sempre quell'anno siamo andate insieme a vedere l'&lt;em&gt;Oedipus Rex&lt;/em&gt;, a New York, messo in scena dalla compagnia nazionale di Atene. Non era l'unica a portare il velo in teatro, ce n'erano tante di donne col velo. La sera prima eravamo a casa sua e mangiavamo per terra, sul tappeto, con le mani. Mi ricordo che in quell'occasione il marito mi regalò la versione inglese autorizzata del Corano perché ero curiosa di capire un paio di cose. Ho un'altra amica carissima di tradizione musulmana, diversa però dalla prima. Lei è pakistana; ha sposato qualche anno fa il figlio di un diacono cattolico, e quest'anno ha preparato per la prima volta il pranzo natalizio per i suoceri e la famiglia del marito. Conservo la foto del suo matrimonio, celebrato in una moschea a New York. Poi lo hanno ricelebrato in Pakistan, poi in America... diversi dei miei amici sono coppie miste e i loro matrimoni sono sempre affari di due o tre stati! Vorrei aggiungere un'ultima cosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dimmi pure!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Riguardo all'aspetto giuridico, siamo tutti soggetti alla legge del Paese in cui ci troviamo e non credo debba o possa essere altrimenti. Le leggi si possono e si devono migliorare, dove necessario. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vivendo negli USA c'è una caratteristica del tuo essere italiana che hai “riscoperto” e di cui puoi dirti fiera?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non mi piace la parola “fiera”. Fortunatamente, storicamente gli italiani hanno sempre avuto quella che viene indicata dagli addetti ai lavori (studiosi e intellettuali) come “weak national identity”, identità nazionale debole, nel senso che non siamo dei forti nazionalisti - con le dovute eccezioni ideologiche e storiche -, e meno male, anche se purtroppo la classe governativa del nostro paese sta cercando in tutti i modi di farci irrigidire dentro immaginari scafandri nazionalistici per il pessimo lavoro che sta facendo con l'immigrazione... Ripeto, non mi piace la parola fiera, ed è pur vero che sono più italiana qui di quanto non lo sia in Italia; qui ci si aspetta da me che io sia "italiana" e che quindi la mia persona e le mie abitudini corrispondano a tutta una serie di stereotipi. Il mio lavoro consiste nello smontarli, quegli stereotipi e io mi diverto a farlo. Ora finalmente ti rispondo... ho riscoperto di essere molto legata alla mia terra, al mare, alle strade di Napoli, agli odori, ai panorami, ai palazzi. Non sono invece legata a molta della mentalità e delle abitudini di noi italiani, riesco a farne a meno benissimo. Ci sono cose che non riuscivo ad accettare prima di lasciare l'Italia, da quando ero ragazzina, e che ancora non capisco: perché i figli restano a casa fino a trent'anni pur avendo un lavoro, perché le madri italiane continuano ad educare i ragazzi italiani in un certo modo, perché bisogna per forza appartenere ad una cappella ideologica, politica o religiosa che sia. Perché il giardino della villa del signor Tizio è pulitissimo e bellissimo e il marciapiede subito fuori dal suo cancello è disastrato, pieno di erbacce e sporco? Perché la gente guarda le veline in TV? Cose così. Ci sono altrettante cose degli USA che non capisco, ovviamente. Io credo sia importante essere capaci di vivere sempre in una posizione di dislocamento intellettuale, senza omologarsi mai, per essere più aperti e capire meglio l'altro. Lo dobbiamo al genere umano e alla terra tutta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336793901059692946" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 346px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ShAZxwgiWZI/AAAAAAAAAIQ/gSgUciUU9FE/s400/compleanno+di+Alfano.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;foto di compleanno&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Chi è – e perché – il tuo autore italiano preferito?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non ho un autore preferito in assoluto. La mia autrice italiana preferita in questo momento è Igiaba Scego; la leggo con molto piacere insieme ad altri autori italiani di origini straniere come Ingy Mubiayi, ad esempio, perché sono gli unici che mi raccontano l'Italia di domani mentre sta arrivando, insieme a quella di oggi. Mentre il governo italiano rimanda i barconi in Libia, loro mi raccontano di coppie miste, di bambini "bicolori", di realtà diverse, a volte tristi, a volte da ridere, ma comunque realtà nuove e mi sento elettrizzata. &lt;em&gt;(a cura di Carlo Silvano)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;___________________ &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;segnalo un'altra intervista sul tema dei nuovi emigranti:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.questionidiidentita.blogspot.com/"&gt;http://www.questionidiidentita.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-3921865844426625918?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/3921865844426625918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/05/da-pollena-al-vermont-lavventura-umana.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/3921865844426625918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/3921865844426625918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/05/da-pollena-al-vermont-lavventura-umana.html' title='Da Pollena al Vermont: l&apos;avventura umana         e professionale di Barbara'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ShAaAtiq9KI/AAAAAAAAAIg/rXVVF2pr0Ho/s72-c/trasloco+di+Alfano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-7072904506810270620</id><published>2009-04-23T06:54:00.000-07:00</published><updated>2009-04-27T11:52:34.440-07:00</updated><title type='text'>Il rione di Giorgio Tartaglia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pollena Trocchia&lt;/strong&gt; - Con la breve intervista che segue al geom. &lt;strong&gt;Raffaele Di Tuoro&lt;/strong&gt; (1), sono state raccolte alcune informazioni sulla nascita del rione “Tartaglia” ubicato nel comune di Pollena Trocchia. I terreni che oggi accolgono villette e fabbricati anche di diversi piani con decine di appartamenti, erano, un tempo, di proprietà del signor Giorgio Tartaglia. Le prime costruzioni edilizie sono state realizzate negli anni Sessanta del secolo scorso e, a quel tempo, i primi residenti si conoscevano e si frequentavano. Oggi, invece, il rione “Tartaglia”, che si estende su circa dieci ettari, si presenta come un tipico quartiere dormitorio in quanto molti dei suoi abitanti sono dei perfetti anonimi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Geom. Di Tuoro, lei ha conosciuto di persona il possidente Giorgio Tartaglia?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;L’ho conosciuto al “Calasanzio” di Napoli in terza liceo, e da allora siamo rimasti fraterni amici fino a quando è morto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il signor Tartaglia coltivava direttamente lui i terreni di sua proprietà?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;No, non coltivava i terreni ereditati dal padre ma aveva dei coloni. Quando poi si procedette alla vendita dei vari lotti di terreno, garantì ai suoi coloni circa un terzo del denaro ricavato. Personalmente ho dovuto prendere atto che, in quell'operazione, Giorgio Tartaglia si accontentò di quanto gli spettava; soldi che poi investì nell'acquisto di qualche locale, così da garantirsi almeno una rendita. Con i fitti bloccati dei terreni, infatti, a stento percepiva i soldi per pagare le tasse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quale area dell'attuale rione era ubicata la casa del proprietario o dei coloni?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La masseria sorgeva nella zona dell’attuale via Apicella, e ospitava due famiglie di coloni dello stesso ceppo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In sintesi, come è sorto il rione “Tartaglia”?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La lottizzazione fu ideata da un architetto di Ercolano o Torre con l’assistenza dell’avvocato Gaudino, e fu venduto soltanto un lotto ad uno dei coloni con clausole da trasmettere a tutti i futuri acquirenti. In due o tre anni, però, non riuscirono a vendere un altro lotto perché i prezzi praticati a Pollena non erano quelli cui aspirava l’architetto. Dopo due o tre anni l’avv. Gaudino suggerì a Tartaglia il mio nome e lui, ricordandosi che eravamo amici, mi telefonò. Con l’aiuto di un buon mediatore di Pollena cominciarono così le vendite a rate di piccoli lotti ad operai e artigiani del paese che, in parte, hanno costruito direttamente aiutati dal lavoro delle mogli e dei loro ragazzi. Successivamente vi sono state le vendite di suolo a coloro che avevano almeno i soldi per pagare il terreno, e soltanto verso la fine a coloro che avevano anche i soldi per costruire. All’epoca, in qualsiasi lottizzazione, si usava che il notaio fosse sempre lo stesso; anche per il frazionamento e per la progettazione ci si rivolgeva sempre alla stessa persona. Con la lottizzazione “Tartaglia” il notaio era di fiducia dell’acquirente a condizione che, all’atto della stipula, fossimo presenti io oppure l’avv. Gaudino, e ciò affinché venissero imposti i patti stabiliti con il primo atto di vendita. Anche per il tipo di frazionamento il perito poteva essere di fiducia dell’acquirente purché io fossi presente alla misurazione e controllassi l’elaborato per conto del Tartaglia. Tranne i primi, la maggior parte dei tipi di frazionamento sono stati elaborati da altri periti. Anche la maggior parte delle costruzioni sono state progettate e dirette da diversi tecnici. Personalmente, ho curato quelle dei concittadini e quasi tutte gratuitamente, o con il pagamento delle sole spese vive.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Uno dei problemi del rione “Tartaglia” è la mancanza di aree pubbliche a verde attrezzato, piazze e marciapiedi. Lei come si spiega questa lacuna?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questo era il cruccio di Giorgio Tartaglia: più volte si era offerto di donare il terreno al Comune chiedendo di sapere quale parte doveva riservare a questo genere di opere pubbliche. Gli amministratori comunali, però, volevano che fosse lui a realizzare le opere. Questa richiesta era soltanto una scusa: gli amministratori comunali volevano, come più volte detto esplicitamente, che Tartaglia mi togliesse l’incarico di tutelare i suoi interessi, cosa, però, che non ha mai voluto fare, nonostante io gli dicessi più volte di accontentarli, in quanto avrei potuto ugualmente “guardare le cose da lontano”. Testardamente, e lo ricordo bene, Tartaglia ha sempre detto: “non vendo più un metro quadrato di terreno ma essi non possono entrare nelle mie cose”. (&lt;em&gt;a cura di Carlo Silvano&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;______________&lt;br /&gt;(1) Raffaele Di Tuoro è nato a Pollena Trocchia nel 1928, e dal 1998 redige, stampa e diffonde “Il Cittadino”, periodico di informazione indirizzato e aperto ai suoi concittadini di Pollena Trocchia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-7072904506810270620?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/7072904506810270620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/il-rione-di-giorgio-tartaglia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7072904506810270620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7072904506810270620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/il-rione-di-giorgio-tartaglia.html' title='Il rione di Giorgio Tartaglia'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-8432126299458477988</id><published>2009-04-21T07:56:00.000-07:00</published><updated>2009-04-23T05:50:18.016-07:00</updated><title type='text'>1958 e 1964: disastri aerei a Pollena Trocchia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;“Bonn, 16 febbraio 1958 – Il comando delle Forze aeree degli Stati Uniti in Europa ha annunciato stamane da Wiesbaden che un apparecchio "C-47 Dakota", avente a bordo sette uomini d’equipaggio e nove passeggeri, in volo tra Napoli e Atene, risulta disperso e che sono state intraprese ricerche”.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/em&gt;Con questa nota del 17 febbraio del 1958, il giornale “Il Mattino” di Napoli informava i propri lettori della scomparsa di un velivolo americano che, dopo aver effettuato il rifornimento di carburante sulla pista militare dell’aeroporto di Capodichino, era ripartito alle ore 22.22 diretto prima ad Atene per poi proseguire per Istanbul.&lt;br /&gt;Dopo un primo contatto radiofonico con la torre di controllo, il pilota dell’aereo non forniva più alcuna notizia. Sulle prime non si ebbe particolare preoccupazione da parte dei controllori di volo; in seguito, però, col passare delle ore e del completo silenzio radio, si temette il peggio: alle prime luci dell’alba furono avviate le ricerche, subito ostacolate dalle pessime condizioni meteorologiche.&lt;br /&gt;Dato che l’aereo statunitense era tenuto a seguire una rotta ben precisa, e cioè costeggiare la Campania e la Calabria per poi dirigersi verso Atene, i ricognitori partiti da Tripoli, Malta, Catania, Atene e dalla portaerei “Saratoga” che in quei giorni sostava a Napoli, si concentrarono inutilmente nelle zone che l’aereo doveva attraversare. Le ricerche continuarono per ben quattro giorni e nonostante le avverse condizioni meteorologiche. L’aereo, però, non era caduto in mare ma si era schiantato sul monte Somma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327615123644489874" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Se99umDUIJI/AAAAAAAAAHg/5yjdMX2teGk/s400/_marzo-04-anemoni.jpg" border="0" /&gt; &lt;div align="justify"&gt;Su “Il Mattino” del successivo 20 febbraio, infatti, si legge che si deve a &lt;strong&gt;Raffaele Mercogliano&lt;/strong&gt;, una guardia municipale del Comune di Pollena Trocchia, il primo avvistamento dei rottami dell’aereo. Dal giornale leggiamo che Mercogliano “&lt;em&gt;stava discutendo ieri mattina in una zona alta di Pollena con alcuni compaesani sulle condizioni del tempo. Ha levato gli occhi verso la montagna, ed in quel preciso istante un raggio di sole ha fatto luccicare qualcosa sul costone nord-ovest del Cognoli. A prima vista il Mercogliano, pur non dando eccessivo peso alla cosa, riteneva ugualmente doveroso informare il Sindaco di Pollena Trocchia&lt;/em&gt;”. Ed il Sindaco, a sua volta, provvedeva ad informare telefonicamente i carabinieri della caserma del vicino comune di Sant’Anastasia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da “Il Mattino” si apprende che – verso le ore 12.20 – un ricognitore americano "B-26" avvistava i rottami del "Dakota" scomparso, e le squadre di soccorso giunsero nel pomeriggio sul punto localizzato: un boschetto di acacie a 1065 metri di altezza (1). Alle ore 16.09 avviene il ritrovamento, che il cronista così descrive: “Uno spettacolo orrendo si presentava allora agli occhi di quanti si sono avvicinati per primi al relitto. Dieci macchie nere sulla neve: dieci corpi orrendamente mutilati e semicarbonizzati. Cinque e forse sei, sotto l’unica ala rimasta apparentemente integra, ammucchiati come in un disperato abbraccio, tre all’altezza della sconquassata carlinga ed il decimo bocconi a qualche metro dall’aereo, col capo ricoperto ancora da un casco bruciacchiato semiaffondato nella nuda terra. L’orologio da polso di una delle vittime era fermo alle 22.30. Forse un guasto all’altimetro deve aver ingannato il pilota che avrebbe ritenuto di aver già aggirato il Vesuvio, di qui l’urto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327614598723502066" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Se99QCkZf_I/AAAAAAAAAHQ/bdLRi9uyTGY/s400/_Borragine_-_Aprile.jpg" border="0" /&gt; &lt;div align="justify"&gt;Secondo un giornalista de “Il Mattino” i sedici americani sarebbero morti tutti sul colpo; il giornale “Roma”, invece, offre un’altra versione riportando le affermazioni dell’allora Sindaco di Pollena Trocchia, &lt;strong&gt;avv. Antonio Di Tuoro&lt;/strong&gt;, il quale, insieme al vigile Mercogliano, ad un assessore e ad un consigliere comunale, fu tra i primi ad arrivare sul luogo della sciagura. “&lt;em&gt;L’aereo&lt;/em&gt; – disse Di Tuoro – &lt;em&gt;giaceva reclino su una montagnola con le ali staccate, una adagiata quasi al fianco della carlinga, l’altra scagliata a circa settanta metri di distanza. La parte anteriore della fusoliera era letteralmente esplosa. Uno dei cadaveri aveva le mani strette intorno alle tempie. Si comprimeva ancora le orecchie come per non udire più… in una delle tasche della sua lacera giacca abbiamo trovato un portafoglio, in esso era contenuto un documento militare che stabiliva il suo itinerario: Belgio, Germania, Italia, Grecia, Turchia, Spagna e Gran Bretagna. E’ venuto invece a morire quassù. Se è rimasto in vita, come penso, la sua deve essere stata un’agonia terribile. E pensare che se non vi fosse stata tanta foschia in questi ultimi giorni i rottami dell’aereo sarebbero stati avvistati immediatamente. Tutto ha congiurato perché i soccorsi non siano arrivati in tempo&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327615121197605602" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Se99uc77ouI/AAAAAAAAAHY/h1dn995JIjs/s400/_feb-mar_polline-prof.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;Oltre all’incidente del 16 febbraio 1958, il monte Somma è stato teatro di un’altra sciagura aerea: la notte di Pasqua del 1964 un altro aereo si schiantò sul versante che rientra nel territorio del Comune di Pollena Trocchia (2). Anche in quell’occasione si registrò un elevato numero di vittime e, purtroppo, si verificarono anche episodi di sciacallaggio. Tre mesi dopo la sciagura del 1964 una persona di Pollena – che ho avuto modo di ascoltare – ritrovò sul posto del disastro altri resti umani e, in quel luogo, innalzò una croce in legno, la quale, però, rimase in piedi solo per pochi anni. (&lt;em&gt;a cura di Carlo Silvano&lt;/em&gt;) &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;________________ &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;(1) Molto probabilmente è da verificare il luogo dove è avvenuta la sciagura, in quanto sembra difficile che possa essersi verificato a 1065 metri di altezza, così come riportato dal giornale. Al riguardo si rammenta che il monte Somma ha un'altezza di 1.132 metri nella Punta Nasone. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;(2) L'aereo si schiantò su un castagneto di proprietà della parrocchia San Giacomo di Pollena. Nell'autunno del 1988, in compagnia di diverse persone, tra cui il parroco don Giuseppe Cozzolino, ebbi modo di visitare il luogo della sciagura: c'era ancora qualche rottame dell'aereo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-8432126299458477988?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/8432126299458477988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/1958-e-1964-disastri-aerei-pollena.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/8432126299458477988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/8432126299458477988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/1958-e-1964-disastri-aerei-pollena.html' title='1958 e 1964: disastri aerei a Pollena Trocchia'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Se99umDUIJI/AAAAAAAAAHg/5yjdMX2teGk/s72-c/_marzo-04-anemoni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-7395853841503260251</id><published>2009-04-19T13:26:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T04:28:20.186-07:00</updated><title type='text'>La cappella di San Martino, extra villam</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Pollena Trocchia&lt;/strong&gt;. Una delle cappelle più antiche di Pollena doveva essere quella di San Martino sita molto probabilmente nei pressi dell'odierna località Carcavone, sul monte Somma, e scomparsa alla fine del XVIII secolo in seguito ad una terribile alluvione (quasi certamente quella del 1794).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326705157463018978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SexCHl3TDeI/AAAAAAAAAHA/KIbdm1i1OWY/s400/menta,+Villorba.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora oggi questa località vive in un profondo stato di degrado idrogeologico dovuto all'attività di due cave che per anni hanno estratto sabbia per uso edile. Le prime notizie che abbiamo della cappella di San Martino risalgono alla visita pastorale dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Carafa, del mese di agosto 1542: &lt;&lt;&lt;em&gt;Et visitando capellam Sancti Martini, extra dictam villam, repertum fuit quod est rettor abbas Fabritius Campanilis, qui postea comparuit et produxit litteras provisionis sibi facte per b.m. Donatum, episcopum Hysclanum et vicarium Neapolitanum, per quem provisum fuit de dicta capellania vacante tunc per &lt;...&gt; Honorati Ricca. Constat per easdem litteras subscriptas manu condam notarii Constantini Ferrarii sub anno Domini 1527, die V° mensis aprilis&lt;/em&gt;&gt;&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328218114738371090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SfGiJS7IOhI/AAAAAAAAAHo/ezkVD1MOc78/s400/00000004.JPG" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;Della cappella di San Martino parla anche lo storico locale Ambrogino Caracciolo riportando la testimonianza di alcuni contadini, i quali asserrivano che un tempo la cappella era un convento di frati. Il Caracciolo aggiunge che: &lt;&lt;...&lt;em&gt;è ferma convinzione dei singoli contadini che ivi debb'esser nascosta una statua di S. Martino a cavallo tutta d'oro massiccio. Tale opinione però che si basa soltanto su una leggenda, credo non debba avere alcun fondamento&lt;/em&gt;&gt;&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326704808047550194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SexBzQMKHvI/AAAAAAAAAG4/s_J1-BlYTi0/s400/menta,+giardino+casa+Silvano,+Villorba.JPG" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel terzo libro dei matrimoni dell'Archivio Parrocchiale della chiesa di San Giacomo Apostolo di Pollena si accenna alla cappella di San Martino allo Stucchio. Tale cappella non deve essere in alcun modo confusa con quella del Carcavone dovendo trattarsi della cappella del Carmine retta dai padri Certosini; evidentemente era intitolata anche a San Martino dovendo avere come riferimento appunto la certosa sita nei pressi di Castel Sant'Elmo a Napoli. Molto probabilmente la cappella di San Martino al Carcavone fu fondata dai padri Certosini e non è da escludere una loro stabile presenza dando così fede alla testimonianza dei contadini citati dal Caracciolo. Se così fosse bisognerebbe concludere che il convento dei Certosini sul colle di san Martino a Napoli aveva in passato non poche proprietà nel territorio di Pollena. Tuttavia una eventuale presenza monastica a san Martino era certamente anteriore al 1700: nei primi anni del XVIII secolo infatti la cappella era curata dal sacerdote Francesco Di Leone, originario della Calabria (quasi sicuramente di Crotone) e residente nel casale di San Sebastiano al Vesuvio presso la casa della signora N. Felice Frezzi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;______________ &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tratto dal volume "&lt;em&gt;La comunità di Pollena dal 1760 al 1819 - Note di storia sociale e religiosa&lt;/em&gt;", di Carlo Silvano, stampa OGM 1998, pp. 120.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-7395853841503260251?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/7395853841503260251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/la-cappella-di-san-martino-extra-villam.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7395853841503260251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/7395853841503260251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/la-cappella-di-san-martino-extra-villam.html' title='La cappella di San Martino, extra villam'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SexCHl3TDeI/AAAAAAAAAHA/KIbdm1i1OWY/s72-c/menta,+Villorba.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-4421250561716250870</id><published>2009-04-19T11:48:00.000-07:00</published><updated>2009-06-15T14:25:04.715-07:00</updated><title type='text'>Villa Santangelo: un gioiello perso per sempre</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a name="santangelo"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Pollena Trocchia&lt;/strong&gt;. E' andata persa per sempre, nonostante &lt;strong&gt;Ambrogino Caracciolo&lt;/strong&gt; scrisse che intorno ad essa si fosse svolta la storia di Pollena di questi ultimi secoli. Stiamo parlando di villa Santangelo, edificata nel borgo cittadino nella prima metà del Seicento e distrutta alcuni decenni fa per costruire uno dei tre edifici dell'Istituto Suore degli Angeli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347668384005322290" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 254px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Sja8D-U5djI/AAAAAAAAAJU/TMymm9aHKXk/s400/Villa_Santangelo.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le principali notizie sulla storia di questa villa sono raccolte in un volume di Ambrogino Caracciolo, intitolato &lt;em&gt;"Sull'origine di Pollena Trocchia e sulle disperse acque del Vesuvio e sulla possibilità diun sfruttamento del Monte Somma a scopo turistico"&lt;/em&gt;. In questo libro (pubblicato nel 1932 e ristampato nel 1991 dalla Pro loco "G. Donizetti"), l'autore sostiene che la villa fu fatta costruire dalla famiglia &lt;strong&gt;Capece Scondito&lt;/strong&gt;, ed in seguito, nel 1736, fu acquistata dal marchese &lt;strong&gt;Paolo Francone&lt;/strong&gt; di Salcito. Con i nuovi proprietari la villa si arricchì di altre strutture e locali progettati dall'architetto &lt;strong&gt;Michele Massa&lt;/strong&gt;. Fu così edificato un nuovo appartamento con una grande galleria, e realizzate delle sale per ospitare l'archivio e la biblioteca di famiglia. Il Caracciolo riferisce che per la costruzione di questi locali e per l'ampliamento della scuderia, furono necessari l'acquisto e la demolizione di un gruppo di case e di un'infinità di casupole. Quest'ultima nota è importante per immaginare quale poteva essere all'epoca la struttura urbanistica del borgo di Pollena. Un altro tesoro di questa villa era il suo parco che, con ogni probabilità, doveva essere molto più esteso di quello attuale. Il Caracciolo sostiene che la famiglia Francone ospitò a Pollena numerosi aristocratici e anche il Vescovo di Sant'Agata dei Goti, &lt;strong&gt;S. Alfonso dei Liguori&lt;/strong&gt;. In seguito la villa fu acquisita dalla famiglia di &lt;strong&gt;Nicola Santangelo&lt;/strong&gt; e, tra l'altro, il Caracciolo scrive: &lt;em&gt;"Durante il lungo governo del Santangelo i più illustri personaggi del regno furono di passaggio per Pollena, per rendere atto di ossequio al potente ministro, e lo stesso re Ferdinando con tutti i principi della sua famiglia vi venne un giorno da Portici a schiena d'asino per un'improvvisata che parve piuttosto dovuta ad un intrigo di corte. Infine nel 1845, quando Napoli ospitò per un solenne congresso i principali scienziati d'Europa, Nicola Santangelo li convocò tutti a Pollena ad un sontuoso banchetto di cento coperti"&lt;/em&gt;. In questa villa, inoltre, furono raccolte una ricca collezione di stampe e una quadreria provenienti dal palazzo dei Santangelo a Napoli che subì delle lesioni provocate dalle acque del Serino. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se la perdita di villa Santangelo rappresenta un gravissimo attentato alla storia e alla cultura locale non bisogna credere però che tutto sia andato perduto. Occorrerebbe rivalutare il parco e raccogliere ulteriori documenti e notizie storiche sulla villa, in modo da divulgarle anche mediante una pubblicazione ed una mostra storica. Solo con la conoscenza del proprio passato, infatti, i cittadini e gli amministratori pubblici possono apprezzare il proprio paese ed impegnarsi per migliorarne la qualità della vita. &lt;em&gt;(Carlo Silvano)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-4421250561716250870?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/4421250561716250870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/villa-santangelo-un-gioiello-perso-per.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/4421250561716250870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/4421250561716250870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/villa-santangelo-un-gioiello-perso-per.html' title='Villa Santangelo: un gioiello perso per sempre'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Sja8D-U5djI/AAAAAAAAAJU/TMymm9aHKXk/s72-c/Villa_Santangelo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4571712923833682567.post-4824494723373246657</id><published>2009-04-19T07:59:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T04:30:15.725-07:00</updated><title type='text'>La chiesa di San Giacomo di Pollena: un patrimonio che appartiene a tutti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'edificazione dell'attuale chiesa dedicata a San Giacomo Apostolo di Pollena si deve ad alcuni sacerdoti che raccolsero il denaro occorrente e ne seguirono i lavori. E se in genere ogni opera consacra alla memoria dei posteri il nome del proprio architetto o di chi l'ha commissionata, una peculiarità della chiesa di San Giacomo è che grazie ad alcuni documenti conservati presso l'Archivio Storico Diocesano di Napoli, conosciamo anche i nomi di diversi operai che con le proprie mani fabbricarono un tempio che da alcuni secoli rappresenta il simbolo dell'identità religiosa e sociale della comunità locale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328218652514098130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SfGiomS2m9I/AAAAAAAAAHw/9cOyEJT5TrQ/s400/00000001.JPG" border="0" /&gt;Dagli Atti della visita pastorale compiuta dal cardinale Luigi Ruffo Scilla nel 1818, si apprende che fu don Andrea Ilardo (parroco dal 1760 al 1775) a raccogliere le prime offerte, mentre a far iniziare i lavori per la costruzione della chiesa fu don Filippo Coppola (parroco dal 1775 al 1785). Nel corso dei lavori tra coloro che prestarono la propria opera si menzionano il maestro "indoratore" Lorenzo D'Ambrosio, e i maestri "stuccatori" Antonio e Giuseppe Vignati. Per la realizzazione dell'altare maggiore fu chiamato lo scultore Domenico Tucci, il quale realizzò - su disegno dell'ingegner Giovanni Piscicelli - pure le due acquasantiere di bardiglio collocate ai due lati dell'ingresso alla Chiesa. Dopo la benedizione della chiesa, avvenuta nell'ottobre del 1787 con l'allora parroco Francesco Rossi, i lavori continuarono almeno fino al 1794.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Da uno scritto del Rossi che doveva rendere conto del proprio operato e del denaro speso alla curia arcivescovile di Napoli, sappiamo che intorno al 1790 un operaio del luogo, di nome Antonio Ascione, lavorava "nel fare pietra, e cavare lapillo servibile per le fabbriche della Chiesa". Il materiale veniva estratto da una cava sita in una località di Pollena denominata "de Bonati". Da questa cava, poi, il materiale veniva trasportato alla chiesa in costruzione da un carrettiere del paese di nome Vincenzo Busiello. Un altro operaio, Giuseppe De Luca, tagliava e preparava le pietre "dolci". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I lavori per terminare la chiesa dovettero continuare almeno fino al 1794: in un decreto arcivescovile del 19 ottobre del 1793 si legge infatti che ad un abitante del luogo, Vito Antonio Sannino, fu prescritto per penitenza un lavoro per cinque mesi presso il cantiere della chiesa di San Giacomo. Al Sannino, si legge nel decreto, fu chiesta questa penitenza perché aveva sposato una sua parente di primo grado. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;__________ &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Altre informazioni e notizie sulla chiesa di san Giacomo Apostolo di Pollena si possono reperire dal volume&lt;/em&gt; "La comunità di Pollena dal 1760 al 1819 - Note di storia sociale e religiosa"&lt;em&gt;, di Carlo Silvano, stampa OGM 1998, pp. 120.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4571712923833682567-4824494723373246657?l=comunitadipollena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/feeds/4824494723373246657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/la-chiesa-di-san-giacomo-di-pollena-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/4824494723373246657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4571712923833682567/posts/default/4824494723373246657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comunitadipollena.blogspot.com/2009/04/la-chiesa-di-san-giacomo-di-pollena-un.html' title='La chiesa di San Giacomo di Pollena: un patrimonio che appartiene a tutti'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SfGiomS2m9I/AAAAAAAAAHw/9cOyEJT5TrQ/s72-c/00000001.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
